Una nipotina a Londra

Quando doveva nascere la mia nipotina non ero ancora in pensione, ma volevo assolutamente essere vicino a mia figlia durante il parto e nel periodo immediatamente successivo, quindi ho chiesto  ed ottenutoun paio di mesi di aspettativa.

Mio marito mi avrebbe raggiunto in seguito, non potendo lasciare il lavoro per un tempo così lungo.

Ho dedicato i giorni precedenti alla partenza a preparare ragù, pesto, gnocchi ,ravioli e minestroni da congelare, per lasciare a lui una bella scorta di cibi pronti.

Gli ho lasciato le istruzioni per usare lavatrice e lavastoviglie e sono partita.

Non eravamo mai stati lontani con la prospettiva di un periodo così lungo, e non è stato facile, ma una mamma sa cosa deve fare.

I giorni precedenti al parto sono stati tranquilli, ho sferruzzato una bella copertina e ho cucinato per tutti.

Ho cominciato, piano piano, a capire quali differenze tra la mia esperienza e la sua mi aspettassero.

Mia figlia mi ha  detto che non avrebbe messo la copertina nel lettino della bimba, perchè c’era il pericolo che la bimba se la gettasse sopra la testa , così come non avrebbe messo le lenzuola di sopra ed il cuscino.Ora esistono i “sacchi nanna” di cui io non conoscevo l’esistenza, e devo dire che mi è sembrata una soluzione intelligente.

Prima di partire le avevo chiesto se potevo portarle i camicini che lei e sua sorella avevano usato appena nate, ma ora non usano più, quindi li ho lasciati a casa.

Sapevo che in più di trenta anni le cose , per quanto riguarda i neonati, erano cambiate, e cercavo di adattarmi alle nuove regole.

Dopo un travaglio lunghissimo è nata la mia meravigliosa piccolina e mia figlia è tornata a casa con la bimba avvolta nella mia copertina!

Quando ero diventata mamma io  , durante l’allattamento c’erano un sacco di cibi che non si potevano mangiare perchè avrebbero dato al latte un cattivo sapore, con il rischio che il bambino si rifiutasse di mangiare . Invece a mia figlia è stato detto che poteva mangiare tutto, beata lei,e la bimba mangiava altrettanto!Perchè io ho fatto tanti sacrifici inutili????

Prima e dopo ogni poppata il pediatra mi aveva detto che dovevo pesare la bambina, per controllare quanto latte avesse preso , e segnare i grammi, giorno e notte, e io l’ho sempre fatto, preoccupandomi se c’erano poppate meno abbondanti delle altre.

Mia figlia, invece, doveva portare la bimba ad un centro di quartiere una volta ogni settimana, dove facevano i controlli del peso. Tutto più rilassante per lei, un po’ansiogeno per me ,con esperienza diversa.

La cosa che mi è sembrata però più preoccupante è stata il fatto che la figura del pediatra, fondamentale per le mamme italiane, non esista a Londra, non almeno come la intendiamo noi, cioè un dottore specializzato che segue il bambino costantemente fino ai 14 anni. C’è il medico di famiglia, per tutte le età, ma non sempre è la stessa persona, ci sono alcuni medici e a volte ti visita uno, a volte l’altro, a  seconda dei loro turni.

Una mamma polacca, anche lei con una bimba appena nata , mi ha detto che avevo ragione a stupirmi, che anche in Polonia il pediatra era fondamentale, ma che a Londra si sarebbero dovute accontentare del Dr Google!

IL DOTTOR GOOGLE??????!!!!!

I miei capelli ricci mi si sono raddrizzati sulla testa!

Non potevo pensare che tutte le volte che la mia nipotina avrebbe avuto un piccolo disturbo , mia figlia avrebbe dovuto cercare la soluzione su internet!

In realtà poi mi sono resa conto che non era esattamente così, esistono dei consultori di quartiere dove le mamme portano regolarmente i loro bambini, anche se non c’è un medico presente, ma figure professionali esperte.Inoltre una di queste professioniste è venuta a vedere sia la mamma che la bimba a casa, pochi giorni dopo il parto,e si è assicurata che tutto andasse bene.

Frequentando il consultorio insieme a mia figlia ho notato che recarsi lì è anche una perfetta occasione per conoscere altre mamme del quartiere, con bambini più o meno della stessa età del proprio, e di scoprire che molte sono italiane . Mia figlia è diventata amica di alcune di loro, insieme con i loro bambini ha frequentato numerosi corsi adatti ai piccolissimi,palestre, piscine, attività sensoriali, devo dire che Londra, da questo punto di vista offre davvero tanto. Nei due mesi che sono stata lì l’ho accompagnata ad alcuni di questi corsi e mi sono commossa sino alle lacrime nel vedere tutti quei piccolini insieme alle loro giovani mamme . Era la vita che cominciava, mi facevano una tenerezza infinita!

Ogni volta che io vado dalla mia nipotina ho occasione di rivedere le altre mamme i cui bambini sto vedendo crescere nel tempo ed è una cosa bellissima.

Ma alla fine torno a casa, e tutti noi ci accontentiamo di vederci ogni sera in videochiamata.

La bimba fa, a me e a mio marito, ciao con la manina, ci manda i baci e , a volte, allunga le braccine, come se volesse essere presa in braccio e mia figlia deve dirle ” Non ti possono prendere, i nonni sono dentro il telefono!”.

Non è facile fare” i nonni nel telefono”, ma cerchiamo di vederci il più possibile, di essere comunque presenti ad ogni progresso o parola nuova, allo spuntare di ogni dentino o all’arrivo del raffreddore.

Sono appena tornata e conto già i giorni che mi separano dal Natale, perchè allora la famiglia sarà di nuovo tutta riunita e io e mio marito potremo godere ogni minuto di quella piccola , meravigliosa creatura , delle nostre figlie e sentire che siamo ancora una volta, tutti sotto lo stesso tetto .

Che bella sensazione!

 

 

 

 

 

 

 

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