Londra amore mio

E’ difficile dire quando mi sono innamorata di Londra.

Forse quando frequentavo le scuole medie e la professoressa di inglese ci parlava di questa affascinante città, con le sue cabine telefoniche rosse e gli autobus a due piani.

Effettivamente mi attirava l’idea di visitarla, ma erano tempi in cui non era così facile prendere un aereo, ed io ero ancora ragazzina, le possibilità economiche erano quelle che erano, quindi mi limitavo a fantasticare ma non pensavo certo che un giorno Londra sarebbe stata, dopo quella in cui abitavo, quasi la mia seconda casa.

L’amore ,quello vero, è scoppiato alcuni anni dopo, quando mi sono appassionata follemente ai Queen ed alla loro musica.

In quel periodo ero pazza per Freddie Mercury ( e lo sono ancora) e la possibilità di poter visitare la sua città, vedere la sua casa, acquistare dischi e libri che in Italia non trovavo, mi sembrava la cosa più bella del mondo.

Nel frattempo le mie figlie erano adolescenti ,anche a loro piacevano moltissimo i Queen e durante la giornata c’era la loro musica in casa in ogni momento.

Così, con mio marito, abbiamo deciso di organizzare un viaggio a Londra.

Era il 1998 e quella volta siamo riusciti a visitare le attrazioni principali della città e ad andare davanti a Logan Place, la casa di Freddie, dove siamo rimasti in religiosa contemplazione , faticando poi per andare via.

Ho comprato tanti vinili, ho visitato il Kensington market ( ora chiuso), dove Freddie un tempo aveva una bancarella di vestiti e ho respirato appieno il fascino della città.

Abbiamo visitato il museo delle cere per vedere la statua di Freddie (ora trasferita ).

Abbiamo assistito per la prima volta ad una sfilata del Gay Pride e questa apertura mentale, così difficile da trovare in Italia, mi ha conquistata .

La sensazione era quella della libertà , di trovarmi in un posto dove davvero puoi esprimere la tua personalità senza essere giudicato.

Notavo che sui mezzi pubblici le persone difficilmente si guardano tra loro: ciascuno è immerso nel proprio libro, telefono, giornale , non guarda l’altro con curiosità, non squadra dalla testa ai piedi come succede qui, di conseguenza ci si sente liberi di osare, di indossare abiti fuori dal comune, di avere pettinature stravaganti, capelli di colori inusuali, insomma di essere come si vuole, sempre nel rispetto di regole civili.

La libertà è una delle cose di Londra che mi piace di più e che apprezzo sempre.

Un’altra cosa che adoro è il ” melting pot” di razze.

Ci sono persone di infinite etnie diverse, integrate nella città, che vivono e si mescolano tra loro fino ad avere connotati indefinibili in senso razziale, e che , secondo me , arricchiscono la città con  cucine diverse, abiti particolari, usanze  e culture nuove per noi.

Io sono curiosa di tutto questo e respirare quest’aria di pacifica convivenza per me è bellissimo.

Sarà che provengo da una piccola città, ma solo a Londra ho assaggiato piatti di cucine lontanissime dalle mie abitudini rimanendone conquistata.

Un’altra cosa che mi sono divertita a fare è sedermi ad osservare i passanti : c’è una tale varietà e quantità di gente, turisti e non, che si può trascorrere un pomeriggio intero solo ad osservarli.

La gentilezza delle commesse dei negozi non è paragonabile alla ruvidità della maggior parte delle commesse italiane.

Non ho niente contro il personale dei negozi italiano , ma spesso, soprattutto nella mia città , ho trovato commesse sgarbate e impreparate, mentre lì c’è un rispetto per il cliente che mi ha sorpreso.

Inoltre mentre qui da noi se si compra un oggetto o un capo di abbigliamento restituirlo diventa un problema e fanno un sacco di storie ( impossibile riavere i soldi, al massimo un buono), lì si possono restituire le cose senza alcuna difficoltà.

Io ho grossi problemi a livello di orientamento : mi perdo in un bicchier d’acqua! Ma a Londra, secondo me, è molto difficile perdersi : i servizi pubblici, bus e metropolitana sono talmente capillari e ben spiegati che riesco ad orientarmi persino io.E poi sono puntuali, alle fermate ci sono dei piccoli schermi che in tempo reale ti dicono quando arriverà il tuo mezzo, cosa che nella mia città non esiste.Quando arriva l’autobus?E chi lo sa!?

E che dire della cortesia degli autisti dei famosi bus rossi, che quando ti vedono correre per arrivare alla fermata si fermano e ti aspettano? Non sapete quante volte in Italia ho fatto la stessa cosa per vedermi partire l’autobus davanti al naso come se niente fosse!

Londra è anche la città delle opportunità: per chi ha voglia di lavorare, trovare un’occupazione non è un problema.Certo, ci vuole rispetto degli orari e serietà.

Durante l’orario di lavoro il cellulare va dimenticato( io vedo qui commesse che lo usano) ma  viene offerta la possibilità di cominciare  e di crescere, cosa che , almeno in questi anni, in Italia è purtroppo negata.

La meritocrazia è tangibile e, secondo ,me stimola le persone a migliorarsi.

Da noi questo non esiste , sfortunatamente.

Comunque ,tornando al   primo viaggio con la famiglia, ne sono seguiti altri due nei due anni successivi, accompagnata dalle mie figlie e dal loro amico Andrea.

Loro tre in quel periodo avevano all’incirca 16 anni ed io, per quella settimana di viaggio , ne sentivo altrettanti .

Ero pazza e spensierata come loro, non ero più l’adulto responsabile, ma una ragazzina libera e felice.

Quanto abbiamo riso , quante cavolate abbiamo fatto, quanti vinili, cd e libri sui Queen abbiamo comprato!

E che dire delle nostre visite al Fan club dei Queen, dove hanno dovuto infine mandarci via per poter chiudere!

E il cercare di esprimersi in un inglese molto approssimativo, quanto ci ha fatto divertire!

Beh, non posso farmene una colpa se anche le mie figlie si sono innamorate di Londra ed alla fine, anni dopo , ci sono andate a vivere….

Ma questa è un’altra storia, ne parlerò in seguito.

E’ stato in quei viaggi che ho scoperto il mio quartiere preferito della città.

Forse è quello più caotico, ma mi dà allegria e credo che non si possa non visitare, ne vale sicuramente la pena.

E’ Camden, una specie di enorme mercato con dentro altri mercati, un labirinto con canali che lo attraversano e dove si possono trovare le cose più strane e diverse. C’è un’atmosfera unica, addirittura anni 70 in alcuni posti e modernissima in altri, le bancarelle offrono cibi di tutte le cucine immaginabili,giovani artigiani vendono oggetti di loro creazione,  tutto è un’esplosione di energia.Andateci se amate la confusione, altrimenti evitate!

Io lo adoro , per me è l’essenza di Londra.

Di tante città si può dire ” ci sono già stata, l’ho già vista”.

Di Londra no.

Londra non l’hai mai già vista.

Londra è in continua evoluzione.

Londra è il cambiamento per eccellenza.

Londra ti stupirà sempre, troverai sempre nuove cose da vedere, da fare , di cui ti innamorerai, nonostante il traffico caotico, la marea di gente ed il cibo non alla nostra altezza, Londra è solo Londra e nessuna è come lei.

 

 

 

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