Il pane non si butta.

Premetto che vengo da una famiglia di altri tempi , i miei genitori hanno vissuto la guerra e tutte le privazioni che comporta, quindi mi è stato inculcato il rispetto per il cibo ed in particolare per il pane.
Sono cresciuta con l’insegnamento che se un pezzo di pane cadeva per terra bisognava raccoglierlo e baciarlo, perchè, mi è stato spiegato, il pane è frutto di tanto lavoro da parte di tante persone, a cominciare da chi semina il grano, lo raccoglie, lo fa diventare farina, lo lavora e lo cuoce, con sacrificio e fatica. Inoltre il pane sfama e per tutti questi motivi merita rispetto.
Capisco che nel 2019 tutti questi concetti risultino obsoleti, ma se ci pensiamo bene tutto ciò è valido ancora oggi e forse chi è genitore dovrebbe spiegarlo ai propri figli.
Per molti, molti anni ho insegnato alla scuola primaria , con relative mense , ed ho visto spesso bambini lanciare il pane , calpestarlo, calciarlo , come fosse una palla. Certo, io ho spiegato loro che non si fa e per quali motivi, ma certi insegnamenti devono provenire dalla famiglia e presto, molto prima che arrivi l’età scolare.
Comunque sono una nonna, e prendetemi come sono, con idee antiquate e quant’altro volete.
Con questa lunga premessa avrete ben capito che a casa mia il pane non si butta, quindi, vi suggerisco qualche modo per riusarlo se avanza.
Il primo uso che ne faccio è farlo diventare pangrattato.
Sembra semplicissimo ma il pane se è ancora umido, rischia di muffire in pochi giorni , quindi non si può conservare così come è.
Io lo faccio a fettine o a pezzetti , lo spargo sulla placca del forno e lo lascio dorare bene, in modo che tutta l’umidità se ne vada.

Quando è freddo lo gratto con la grattugia elettrica e lo ripongo in vasi di vetro ben chiusi.


Lo adopero per fare le cotolette, per impanare le verdure, per ispessire l’impasto di qualche ripieno, per rotolarci le polpette , per cospargere la parte superiore delle torte salate… insomma gli usi sono tantissimi.
Uso il pane secco ammollato nell’acqua o nel latte anche per preparare alcuni ripieni ( nei totani, per esempio, di cui ho messo la ricetta), oppure nelle polpette, che saranno morbidissime, con la mollica di pane ammollata e strizzata.
Se il pane si può affettare bene mi capita di preparare una cena a base di bruschette, tostando le fette in forno e guarnendo a fantasia con pomodorini, mozzarella, prosciutto, qualche salsina, qualche formaggio tipo gorgonzola,cipolle caramellate e chi più ne ha più ne metta: sarà un successo assicurato.

Una buona idea è anche quella di formare dei piccoli crostini, a dadini, sempre fatti dorare in forno, da servire con le zuppe o i minestroni, senza aggiungere la pasta.

Ed anche il risparmio sarà sicuro e forse, quel semino che ho messo in questo articolo e che parla del rispetto, crescerà anche in qualcun altro, come è cresciuto in me.

 

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